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Tecarterapia e Mal di Schiena
Fisioterapia e Osteopatia a Brescia
Tecarterapia come funziona e a cosa serve.
La terapia TECAR è una forma di elettroterapia e diatermia a contatto combinata. È una pratica medica che applica energia elettromagnetica ai tessuti…

TecarTerapia
Tecarterapia cos’è:La Tecarterapia, nota anche come Tecar (Trasferimento Energetico Capacitivo e Resistivo) è una terapia nata in Spagna più di 20 anni fa. In realtà il suo campo di applicazione all’inizio fu principalmente in ambito…

Postura e dolore: cosa sappiamo a riguardo?
Fisioterapia e Osteopatia a Brescia
Chi non si è mai sentito dire di “star su dritto”? qualche volta è capitato a tutti. Che fosse un medico, la maestra a scuola, la nonna a tavola. Frequentemente la frase viene accompagnata dall’indice…

Manipolazioni vertebrali
Fisioterapia e Osteopatia a Brescia
Nel vasto campo della terapia manuale, un ruolo di rilievo è indubbiamente ricoperto dalle manipolazioni, siano esse dirette alla colonna o alle articolazioni periferiche. Le manipolazioni, per intenderci…

Lesioni della cuffia dei rotatori
Fisioterapia e Osteopatia a Brescia
Intro
La spalla è una delle articolazioni più mobili del corpo umano, per questo motivo infatti è classificata tra le “enartrosi” ossia tra le articolazioni che si muovono sui tre piani…

Rottura del legamento Crociato Anteriore del ginocchio :quando operarsi e la riabilitazione
Fisioterapia e Osteopatia a Brescia
Hai dolore al ginocchio per una lesione al legamento crociato anteriore?
Purtroppo è una situazione che accade spesso, e non solo agli sportivi: molto spesso, inoltre, non viene affrontata…

Le potenzialità della terapia nutrizionale personalizzata nel diabete mellito di tipo 2
Il diabete mellito è una problematica molto diffusa nella società occidentale ed in rapida espansione. Non si tratta di una patologia ma di una sindrome dismetabolica, caratterizzata da diversi sintomi, segni clinici e complicanze.
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Lo strappo muscolare cos’è, come curarlo, come evitarlo
Fisioterapia e Osteopatia a Brescia
Lo strappo muscolare, insieme alla contrattura muscolare, è una delle lesioni del muscolo più frequenti in chi pratica sport. Lo strappo muscolare accade quando le fibre muscolari non sono in grado…

Allenamento terapeutico
Fisioterapia e Osteopatia a Brescia
Fino a qualche decennio fa si sentiva parlare di allenamento principalmente in ambito sportivo: allenamento in palestra, allenamento in piscina, allenamento di atletica...
Al giorno d’oggi…






































Dolore: Esercizio e Neurobiologia – Un Approccio alla Gestione del Dolore Cronico
Autore : Alan Jon Falsini Fisioterapista e Osteopata Introduzione Il dolore è un’esperienza comune che può variare in intensità e durata. La gestione del dolore è un campo di grande interesse per la medicina e la ricerca scientifica, poiché il dolore cronico può avere un impatto significativo sulla qualità della vita di una persona. Recentemente, c’è stato un crescente interesse nella relazione tra l’esercizio fisico e la neurobiologia del dolore. Questo articolo esplorerà come l’esercizio fisico può influenzare il sistema nervoso e contribuire alla gestione del dolore. La Neurobiologia del Dolore Prima di entrare nel dettaglio sull’effetto dell’esercizio fisico, è importante comprendere la neurobiologia del dolore. Il dolore è una risposta complessa del sistema nervoso a uno stimolo nocivo. Quando i recettori del dolore, noti come nocicettori, rilevano uno stimolo nocivo come un calore eccessivo o un taglio, inviano segnali al cervello attraverso il sistema nervoso centrale. Il cervello interpreta questi segnali come dolore. Il sistema nervoso centrale gioca un ruolo cruciale nella percezione e nel controllo del dolore. È composto dal cervello e dal midollo spinale, che elaborano le informazioni sul dolore e regolano la risposta del corpo ad esso. Il sistema nervoso centrale può anche modulare l’esperienza del dolore, influenzando la sua intensità e la sua durata. Esercizio Fisico e Dolore L’esercizio fisico regolare ha dimostrato di avere numerosi effetti positivi sulla gestione del dolore. Ecco come l’attività fisica può influenzare la neurobiologia del dolore: 1. Rilascio di Endorfine: Durante l’esercizio fisico, il corpo rilascia endorfine, che sono sostanze chimiche naturali con proprietà analgesiche. Le endorfine agiscono come “analgetici naturali” e possono ridurre la percezione del dolore. 2. Miglioramento della Circolazione Sanguigna: L’esercizio fisico migliora la circolazione sanguigna, contribuendo a fornire ossigeno e nutrienti alle cellule muscolari e nervose. Questo può favorire la guarigione e ridurre l’infiammazione associata al dolore. 3. Riduzione dello Stress e dell’Ansia: L’esercizio fisico è noto per ridurre lo stress e l’ansia, che possono peggiorare la percezione del dolore. Una mente rilassata può contribuire a gestire meglio il disagio. 4. Miglioramento della Postura e della Flessibilità: L’esercizio regolare può migliorare la postura e la flessibilità, riducendo la tensione muscolare che può causare o peggiorare il dolore cronico. 5. Modulazione dei Neurotrasmettitori: L’attività fisica può influenzare i neurotrasmettitori nel cervello, come la serotonina e la noradrenalina, che sono coinvolti nella regolazione del dolore e dell’umore. Affrontare il Dolore Cronico con l’Esercizio Terapeutico Il dolore cronico è un compagno di vita per molte persone, e spesso la prospettiva di intraprendere un percorso di esercizio terapeutico può generare un profondo senso di sgomento e paura. Tuttavia, è fondamentale comprendere che l’esercizio terapeutico non solo può essere un valido alleato nel gestire il dolore cronico, ma può anche migliorare notevolmente la qualità della vita. In questo articolo, esploreremo il valore dell’esercizio terapeutico per il dolore cronico, mettendo in luce l’importanza non solo delle tecniche di esecuzione, ma anche dell’approccio psicologico nei confronti dei pazienti. Superare le Apprensioni Iniziali Il primo passo per chi soffre di dolore cronico è spesso il più difficile: accettare l’idea di intraprendere un programma di esercizio terapeutico. La paura del dolore e l’ansia associata a questa prospettiva possono essere davvero scoraggianti. È qui che entra in gioco un aspetto cruciale: l’approccio psicologico del professionista della salute. Ogni fisioterapista ha visto l’espressione di sgomento e paura nel paziente – che soffriva di dolore cronico – a cui veniva chiesto di fare degli esercizi fisici per la prima volta, magari dopo tanto tempo. Proporre l’attività fisica, proprio a causa della paura che genera, può essere estremamente scoraggiante per il paziente. Pertanto, è essenziale non solo conoscere le tecniche di esercizio, ma anche adottare un approccio empatico e comprensivo nei confronti di chi sta soffrendo. Riconsiderare il Dosaggio Quando si parla di esercizio terapeutico, è fondamentale riconsiderare l’approccio tradizionale al dosaggio degli esercizi. Troppo spesso, ci si è basati su formule standardizzate, come le classiche 3 serie da 10, 12 o 15 ripetizioni, senza tener conto delle specifiche esigenze dei pazienti. Un principio che dovrebbe essere rivalutato è il concetto del “3 x 10”. Questo protocollo, creato da Thomas DeLorme durante la Seconda Guerra Mondiale, è stato ampiamente adottato, ma potrebbe non essere sempre il più adatto alle esigenze individuali dei pazienti con dolore cronico. Invece di aderire rigidamente a questo standard, è importante considerare un approccio più flessibile. La Scienza dell’Esercizio Terapeutico L’efficacia dell’esercizio terapeutico nel dolore cronico è innegabile, ma è necessario un approccio più mirato e personalizzato. Ci sono quattro principi fondamentali che i fisioterapisti dovrebbero tenere a mente: 1. Sovraccarico: L’aumento graduale dei carichi di lavoro è utile per migliorare la funzionalità fisiologica e accelerare la risposta dell’organismo all’allenamento. 2. Specificità: Gli esercizi dovrebbero essere selezionati in base alle esigenze individuali dei pazienti e agli effetti specifici desiderati. 3. Differenze Individuali: Ogni persona reagisce in modo diverso agli stessi stimoli, cons 4. Reversibilità: L’abbandono di un programma di allenamento può portare a una perdita rapida dei progressi. Pertanto, è essenziale comprendere questo meccanismo per mitigarne gli effetti negativi. Dosaggio Personalizzato per il Dolore Cronico Una delle chiavi per il successo nell’allenamento dei pazienti con dolore cronico è il dosaggio personalizzato. Questo implica la determinazione della frequenza, dell’intensità, della durata e del carico dell’allenamento in modo adattato alle esigenze individuali. Un approccio contingente, in cui i parametri vengono modulati in base ai progressi e alle sensazioni del paziente, può essere particolarmente efficace. Questo approccio permette di stimolare il paziente in modo progressivo e di premiarlo quando raggiunge obiettivi specifici. Inoltre, contribuisce a cambiare la percezione del dolore durante l’allenamento e ad evitare il comportamento di evitamento. L’Importanza di un Approccio Multidisciplinare Mentre l’esercizio fisico può essere un elemento importante nella gestione del dolore, è importante sottolineare che non esiste una soluzione unica per tutti. L’approccio migliore per affrontare il dolore cronico è multidisciplinare. Questo può includere terapie fisiche, terapie farmacologiche, psicoterapia e altre strategie di gestione del dolore. Inoltre, è fondamentale che qualsiasi programma di esercizio fisico sia personalizzato alle esigenze individuali e supervisionato da professionisti della salute, soprattutto quando si tratta di dolori cronici o condizioni mediche specifiche. Conclusioni L’esercizio fisico può svolgere un ruolo significativo nella gestione del dolore attraverso il suo impatto sulla neurobiologia del dolore. Tuttavia, non è una panacea, e ogni persona dovrebbe cercare un piano di trattamento personalizzato sotto la supervisione di professionisti della salute. La comprensione della neurobiologia del dolore e l’adozione di un approccio multidisciplinare possono aiutare le persone a vivere una vita più soddisfacente nonostante il dolore persistente. Autore : Alan Jon Falsini Fisioterapista e Osteopata Fisioterapia e Osteopatia a Brescia
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Il dolore laterale anca è uno dei motivi più comuni per cui i pazienti si rivolgono al fisioterapista, e viene spesso etichettato genericamente come “borsite trocanterica”: una condizione caratterizzata da dolore a livello del gran trocantere (il punto di giunzione tra il collo e la diafisi del femore), sul margine esterno della coscia, che può essere riferito anche più in basso, lateralmente.
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Iperlordosi: cosa implica e come possiamo lavorarci
Autore: Rosa Pullara
Per definizione chiamiamo iperlordosi l’allineamento posturale consolidato che prevede una curva lombare di raggio aumentato rispetto al parametro normale. La causa potrebbe essere ricercata (oltre che all’interno di una variabilità genetica da considerare, vedi posizione del sacro) nello stile di vita e nelle posture mantenute per lunghi periodi durante le nostre giornate.
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