Dolore laterale d’anca: tendinopatia o borsite?
Il dolore laterale anca è uno dei motivi più comuni per cui i pazienti si rivolgono al fisioterapista, e viene spesso etichettato genericamente come “borsite trocanterica”: una condizione caratterizzata da dolore a livello del gran trocantere (il punto di giunzione tra il collo e la diafisi del femore), sul margine esterno della coscia, che può essere riferito anche più in basso, lateralmente.
In realtà, studi recenti basati su risonanza magnetica ed ecografia hanno evidenziato che in questi quadri sintomatici i segni di infiammazione (gonfiore, rossore, calore) sono spesso assenti, e il dolore è la sola caratteristica tipica che possiamo riscontrare. Per questo motivo il termine “borsite”, che sottintende un processo infiammatorio (suffisso -ite), non è del tutto corretto per descrivere questa problematica: è preferibile parlare di sindrome dolorosa del gran trocantere (GDGT, o Greater Trochanteric Pain Syndrome, GTPS), un termine più ampio che racchiude diverse condizioni capaci di dare, come effetto finale, una sintomatologia dolorosa in questa zona.
Epidemiologia e cause del dolore laterale anca
La sindrome dolorosa del gran trocantere è la causa di dolore all’anca per cui i pazienti si rivolgono alle cure primarie nel 10-20% dei casi. È comune nei giovani adulti e negli adulti oltre i 50 anni, con una maggiore frequenza nelle donne fra i 40 e i 60 anni: la prevalenza generale nelle donne rispetto agli uomini è infatti di 4 a 1.
I fattori di rischio associati alla sindrome dolorosa del gran trocantere includono l’età, l’obesità, l’artrosi di ginocchio o anca, la lombalgia e l’eterometria degli arti inferiori. Anche la forma della pelvi e una tensione accentuata dei muscoli abduttori-estensori influiscono sul sintomo, e contribuiscono a spiegare la maggiore prevalenza nelle donne.
Diagnosi
La diagnosi si basa su un esame clinico che evidenzia rigidità della zona peritrocanterica e dolore nella regione laterale dell’anca, spesso presente anche a riposo, quando il paziente è sdraiato in appoggio sul fianco dell’anca dolente.
Per individuare la causa reale è necessario effettuare una corretta diagnosi differenziale, che tenga conto anche di altre condizioni, come:
- sindrome dell’anca a scatto
- dolore riferito dall’articolazione dell’anca, coxartrosi o altro
- nevralgia del nervo muscolo cutaneo laterale
- cadute recenti, traumi, fratture
Un esame obiettivo accurato del rachide, delle anche e del ginocchio è fondamentale per svolgere una corretta diagnosi differenziale, e il fisioterapista può avvalersi di diversi test per valutare e inquadrare al meglio la condizione del paziente. Nel caso in cui, dopo l’esame clinico, resti un dubbio sull’origine reale della sintomatologia, si possono effettuare degli esami strumentali.
Trattamento della tendinopatia glutea e della borsite trocanterica
Il trattamento della sindrome dolorosa del gran trocantere varia a seconda della causa principale del dolore. Nel caso di tendinopatia inserzionale glutea, l’esercizio fisico è la strada più indicata per ottenere i risultati migliori.
In particolare, l’obiettivo è stimolare il tendine verso un graduale recupero della funzione e della capacità di tolleranza al carico. Non esiste un tipo di contrazione migliore rispetto a un altro: è la gestione del carico e del volume di lavoro a fare la differenza per un ripristino graduale della funzionalità tendinea.
Talvolta risulta utile un’iniziale terapia sintomatica con infiltrazioni locali di cortisonici, con l’obiettivo di ridurre il dolore nel breve termine e favorire una migliore risposta all’esercizio fisico, con benefici più duraturi nel tempo.
Gli interventi chirurgici vengono presi in considerazione solo per i casi cronici e recidivanti, che non rispondono a trattamenti conservativi condotti per 6-12 mesi. La chirurgia può includere la borsectomia, il rilascio del tensore della fascia lata, l’osteotomia di riduzione del trocantere o la riparazione del tendine gluteo.
Conclusioni
In sintesi, il dolore laterale anca va sempre indagato con attenzione: la tendinopatia glutea è risultata essere la causa più frequente di GTPS (“Greater Trochanteric Pain Syndrome”), anche se non l’unica. È quindi fondamentale che il fisioterapista svolga una valutazione corretta e precisa, in grado di escludere altre implicazioni e di individuare l’approccio migliore alla patologia: le evidenze scientifiche sottolineano infatti che una buona educazione del paziente e una corretta gestione dei carichi allenanti restano gli interventi più efficaci nel lungo termine.
Autore: Marta Bresciani, Fisioterapista












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