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Spalla e dolore persistente
🔍🔸 Combattendo il Dolore Persistente alla Spalla: Il Percorso verso il Recupero!
Se hai affrontato dolore persistente alla spalla per oltre 6 mesi, comprendi la sfida. Ma non arrenderti! Ecco alcune tappe chiave per tornare alla tua migliore forma:
1️⃣ **Rinforzo Muscolare**: Abbraccia un programma di movimento e rinforzo muscolare. Allenarsi non solo costruisce forza, ma anche fiducia nei tuoi progressi. 💪
2️⃣ **Graduale Ripresa delle Attività**: Passo dopo passo, riprendi le tue attività quotidiane. Muoviti in modo naturale e graduale, costruendo fiducia e variabilità nei movimenti.
3️⃣ **Esplora il Movimento**: Attraverso esercizi mirati, riscopri il piacere del movimento. Aiuta a "riprogrammare" il cervello per una spalla forte e senza dolore.
Il tuo percorso di recupero è un viaggio verso una spalla resiliente e funzionale. 🚀💥
Contattaci e leggi l'articolo completo per saperne di più.

Osteoartrosi di Ginocchio
L'osteoartrosi è una comune forma di artrite che colpisce prevalentemente l'articolazione del ginocchio. È la seconda causa principale di disabilità tra le condizioni muscolo-scheletriche e ha un forte impatto sulla qualità della vita. I fattori di rischio includono età, genere (donne più colpite), obesità e stile di vita sedentario. Il trattamento multimodale mira all'educazione, all'esercizio fisico e all'uso di farmaci antinfiammatori, ma i risultati possono variare notevolmente. In casi gravi, la chirurgia ortopedica può essere considerata.

Ernia del disco: cause, sintomi e trattamenti efficaci per il mal di schiena
Il mal di schiena è sempre più diffuso tra le popolazioni occidentali, principalmente a causa del nostro stile di vita poco attivo, la sedentarietà, abitudini scorrette e l'elevato stress. Se stai leggendo questo articolo, probabilmente hai qualcuno vicino a te che ha sofferto di dolori alla schiena a causa di un'ernia del disco o hai già ricevuto una diagnosi in tal senso. In questo articolo esploreremo le dinamiche legate all'ernia del disco, iniziando con la definizione di ernia e identificando i soggetti e i comportamenti più a rischio, che possono favorire lo sviluppo di questa condizione. Infine, analizzeremo i rimedi, sia conservativi che invasivi, utilizzati oggi per affrontare questa patologia.

Ipercifosi
Autore: Rosa Pullara Fisioterapista
COS’E’ L’IPERCIFOSI
L'ipercifosi è una delle alterazioni posturali più famose. Per ipercifosi si intende l'aumento del grado di flessione e della convessità posteriore della curva…

Artrosi all’anca: il trattamento conservativo fa la differenza!
La coxartrosi, o artrosi dell’anca, può limitare la nostra mobilità e qualità di vita. Ma c'è speranza!
🔬 La ricerca scientifica dimostra che il primo approccio al trattamento non deve essere la chirurgia, ma una strategia conservativa.
🏋️♀️ La fisioterapia è fondamentale: esercizi mirati per rinforzare i muscoli che supportano l'articolazione dell’anca, migliorando la stabilità e riducendo lo stress.
💊 Anche la terapia farmacologica può aiutare con farmaci antinfiammatori e analgesici prescritti dal medico.
📚 L'educazione del paziente è cruciale: apportare modifiche allo stile di vita e imparare
strategie di autogestione dei sintomi.
💪 Con la giusta combinazione di movimento, terapia manuale e, se necessario, farmaci, è possibile vivere una vita attiva e soddisfacente nonostante l'artrosi dell'anca.
👉 Ricorda, ogni individuo è unico e risponde diversamente ai trattamenti. Ma non arrenderti, il trattamento conservativo può fare davvero la differenza!

Instabilità di spalla: l’importanza dell’inquadramento iniziale nel management del paziente
In questo nuovo articolo, parliamo dell'instabilità di spalla e del ruolo fondamentale del fisioterapista nel suo trattamento. 💪
L'articolazione gleno-omerale, che collega la testa dell'omero alla cavità glenoidea della scapola, offre una grande mobilità ma può mancare di stabilità. 🔄❌
Gli stabilizzatori passivi (legamenti e cercine glenoideo) e gli stabilizzatori attivi (muscoli e tendini) lavorano insieme per mantenere la testa dell'omero nella giusta posizione. 💪🏻🧘♀️
Tuttavia, problemi strutturali o alterazioni del sistema di controllo possono causare instabilità e sintomi come dolore e limitazioni dei movimenti. 😣❌
Il fisioterapista svolge un ruolo chiave nel trattamento dell'instabilità di spalla. Attraverso una valutazione completa della storia clinica del paziente, può creare un programma personalizzato di esercizi. 📋🏋️♀️
Questi possono includere esercizi in catena cinetica chiusa per aumentare la stabilità articolare e esercizi in catena cinetica aperta per rafforzare le strutture della spalla. 🔒🔄
È importante rivolgersi a un professionista esperto per un corretto trattamento, considerando le esigenze individuali. In alcuni casi, potrebbe essere necessario l'intervento chirurgico. ⚠️🔪

Cervicale : La sindrome da “LAVORO AL COMPUTER” e i benefici dello Stretching
💥 Lo stretching cervicale è il segreto per ridurre la tensione muscolare, migliorare la mobilità e prevenire dolori e lesioni. Ecco perché dovresti integrare questa pratica nella tua routine quotidiana!
✅ Riduci la tensione muscolare accumulata.
✅ Aumenta la tua mobilità e flessibilità.
✅ Prevenzione del dolore e delle lesioni.
✅ Migliora la circolazione sanguigna.
✅ Riduci lo stress e il mal di testa.
Ma ricorda, è fondamentale eseguire correttamente gli esercizi per evitare lesioni. Consulta i nostri esperti presso il nostro centro e ricevi istruzioni personalizzate per ottenere i migliori risultati in base alle tue esigenze e condizioni fisiche. 👩⚕️💼

Fascite plantare
La fascite plantare è una condizione dolorosa che colpisce la pianta del piede, in particolare l'area del tallone. È una delle cause più comuni di dolore al tallone ed è spesso associata a sintomi come rigidità, infiammazione e difficoltà nel camminare. Nel presente articolo, esploreremo in dettaglio la fascite plantare e come da Motusmed affrontiamo questa condizione, fornendo una riabilitazione efficace per un ritorno completo all'attività.

Sindrome del tunnel carpale: cosa può fare la fisioterapia per aiutare?
Autore: Giacomo Ziopponi Fisioterapista
Cosa è il tunnel carpale (e la sua sindrome?)
Il tunnel carpale è uno spazio delimitato dalle ossa del carpo (cioè il polso) e dal legamento carpale trasverso, che passa al di sopra…






































Dolore: Esercizio e Neurobiologia – Un Approccio alla Gestione del Dolore Cronico
Autore : Alan Jon Falsini Fisioterapista e Osteopata Introduzione Il dolore è un’esperienza comune che può variare in intensità e durata. La gestione del dolore è un campo di grande interesse per la medicina e la ricerca scientifica, poiché il dolore cronico può avere un impatto significativo sulla qualità della vita di una persona. Recentemente, c’è stato un crescente interesse nella relazione tra l’esercizio fisico e la neurobiologia del dolore. Questo articolo esplorerà come l’esercizio fisico può influenzare il sistema nervoso e contribuire alla gestione del dolore. La Neurobiologia del Dolore Prima di entrare nel dettaglio sull’effetto dell’esercizio fisico, è importante comprendere la neurobiologia del dolore. Il dolore è una risposta complessa del sistema nervoso a uno stimolo nocivo. Quando i recettori del dolore, noti come nocicettori, rilevano uno stimolo nocivo come un calore eccessivo o un taglio, inviano segnali al cervello attraverso il sistema nervoso centrale. Il cervello interpreta questi segnali come dolore. Il sistema nervoso centrale gioca un ruolo cruciale nella percezione e nel controllo del dolore. È composto dal cervello e dal midollo spinale, che elaborano le informazioni sul dolore e regolano la risposta del corpo ad esso. Il sistema nervoso centrale può anche modulare l’esperienza del dolore, influenzando la sua intensità e la sua durata. Esercizio Fisico e Dolore L’esercizio fisico regolare ha dimostrato di avere numerosi effetti positivi sulla gestione del dolore. Ecco come l’attività fisica può influenzare la neurobiologia del dolore: 1. Rilascio di Endorfine: Durante l’esercizio fisico, il corpo rilascia endorfine, che sono sostanze chimiche naturali con proprietà analgesiche. Le endorfine agiscono come “analgetici naturali” e possono ridurre la percezione del dolore. 2. Miglioramento della Circolazione Sanguigna: L’esercizio fisico migliora la circolazione sanguigna, contribuendo a fornire ossigeno e nutrienti alle cellule muscolari e nervose. Questo può favorire la guarigione e ridurre l’infiammazione associata al dolore. 3. Riduzione dello Stress e dell’Ansia: L’esercizio fisico è noto per ridurre lo stress e l’ansia, che possono peggiorare la percezione del dolore. Una mente rilassata può contribuire a gestire meglio il disagio. 4. Miglioramento della Postura e della Flessibilità: L’esercizio regolare può migliorare la postura e la flessibilità, riducendo la tensione muscolare che può causare o peggiorare il dolore cronico. 5. Modulazione dei Neurotrasmettitori: L’attività fisica può influenzare i neurotrasmettitori nel cervello, come la serotonina e la noradrenalina, che sono coinvolti nella regolazione del dolore e dell’umore. Affrontare il Dolore Cronico con l’Esercizio Terapeutico Il dolore cronico è un compagno di vita per molte persone, e spesso la prospettiva di intraprendere un percorso di esercizio terapeutico può generare un profondo senso di sgomento e paura. Tuttavia, è fondamentale comprendere che l’esercizio terapeutico non solo può essere un valido alleato nel gestire il dolore cronico, ma può anche migliorare notevolmente la qualità della vita. In questo articolo, esploreremo il valore dell’esercizio terapeutico per il dolore cronico, mettendo in luce l’importanza non solo delle tecniche di esecuzione, ma anche dell’approccio psicologico nei confronti dei pazienti. Superare le Apprensioni Iniziali Il primo passo per chi soffre di dolore cronico è spesso il più difficile: accettare l’idea di intraprendere un programma di esercizio terapeutico. La paura del dolore e l’ansia associata a questa prospettiva possono essere davvero scoraggianti. È qui che entra in gioco un aspetto cruciale: l’approccio psicologico del professionista della salute. Ogni fisioterapista ha visto l’espressione di sgomento e paura nel paziente – che soffriva di dolore cronico – a cui veniva chiesto di fare degli esercizi fisici per la prima volta, magari dopo tanto tempo. Proporre l’attività fisica, proprio a causa della paura che genera, può essere estremamente scoraggiante per il paziente. Pertanto, è essenziale non solo conoscere le tecniche di esercizio, ma anche adottare un approccio empatico e comprensivo nei confronti di chi sta soffrendo. Riconsiderare il Dosaggio Quando si parla di esercizio terapeutico, è fondamentale riconsiderare l’approccio tradizionale al dosaggio degli esercizi. Troppo spesso, ci si è basati su formule standardizzate, come le classiche 3 serie da 10, 12 o 15 ripetizioni, senza tener conto delle specifiche esigenze dei pazienti. Un principio che dovrebbe essere rivalutato è il concetto del “3 x 10”. Questo protocollo, creato da Thomas DeLorme durante la Seconda Guerra Mondiale, è stato ampiamente adottato, ma potrebbe non essere sempre il più adatto alle esigenze individuali dei pazienti con dolore cronico. Invece di aderire rigidamente a questo standard, è importante considerare un approccio più flessibile. La Scienza dell’Esercizio Terapeutico L’efficacia dell’esercizio terapeutico nel dolore cronico è innegabile, ma è necessario un approccio più mirato e personalizzato. Ci sono quattro principi fondamentali che i fisioterapisti dovrebbero tenere a mente: 1. Sovraccarico: L’aumento graduale dei carichi di lavoro è utile per migliorare la funzionalità fisiologica e accelerare la risposta dell’organismo all’allenamento. 2. Specificità: Gli esercizi dovrebbero essere selezionati in base alle esigenze individuali dei pazienti e agli effetti specifici desiderati. 3. Differenze Individuali: Ogni persona reagisce in modo diverso agli stessi stimoli, cons 4. Reversibilità: L’abbandono di un programma di allenamento può portare a una perdita rapida dei progressi. Pertanto, è essenziale comprendere questo meccanismo per mitigarne gli effetti negativi. Dosaggio Personalizzato per il Dolore Cronico Una delle chiavi per il successo nell’allenamento dei pazienti con dolore cronico è il dosaggio personalizzato. Questo implica la determinazione della frequenza, dell’intensità, della durata e del carico dell’allenamento in modo adattato alle esigenze individuali. Un approccio contingente, in cui i parametri vengono modulati in base ai progressi e alle sensazioni del paziente, può essere particolarmente efficace. Questo approccio permette di stimolare il paziente in modo progressivo e di premiarlo quando raggiunge obiettivi specifici. Inoltre, contribuisce a cambiare la percezione del dolore durante l’allenamento e ad evitare il comportamento di evitamento. L’Importanza di un Approccio Multidisciplinare Mentre l’esercizio fisico può essere un elemento importante nella gestione del dolore, è importante sottolineare che non esiste una soluzione unica per tutti. L’approccio migliore per affrontare il dolore cronico è multidisciplinare. Questo può includere terapie fisiche, terapie farmacologiche, psicoterapia e altre strategie di gestione del dolore. Inoltre, è fondamentale che qualsiasi programma di esercizio fisico sia personalizzato alle esigenze individuali e supervisionato da professionisti della salute, soprattutto quando si tratta di dolori cronici o condizioni mediche specifiche. Conclusioni L’esercizio fisico può svolgere un ruolo significativo nella gestione del dolore attraverso il suo impatto sulla neurobiologia del dolore. Tuttavia, non è una panacea, e ogni persona dovrebbe cercare un piano di trattamento personalizzato sotto la supervisione di professionisti della salute. La comprensione della neurobiologia del dolore e l’adozione di un approccio multidisciplinare possono aiutare le persone a vivere una vita più soddisfacente nonostante il dolore persistente. Autore : Alan Jon Falsini Fisioterapista e Osteopata Fisioterapia e Osteopatia a Brescia
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Dolore laterale d’anca: tendinopatia o borsite?
Il dolore laterale anca è uno dei motivi più comuni per cui i pazienti si rivolgono al fisioterapista, e viene spesso etichettato genericamente come “borsite trocanterica”: una condizione caratterizzata da dolore a livello del gran trocantere (il punto di giunzione tra il collo e la diafisi del femore), sul margine esterno della coscia, che può essere riferito anche più in basso, lateralmente.
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Iperlordosi: cosa implica e come possiamo lavorarci
Autore: Rosa Pullara
Per definizione chiamiamo iperlordosi l’allineamento posturale consolidato che prevede una curva lombare di raggio aumentato rispetto al parametro normale. La causa potrebbe essere ricercata (oltre che all’interno di una variabilità genetica da considerare, vedi posizione del sacro) nello stile di vita e nelle posture mantenute per lunghi periodi durante le nostre giornate.
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