Postura e dolore: cosa sappiamo a riguardo?

Chi non si è mai sentito dire di “star su dritto”? qualche volta è capitato a tutti. Che fosse un medico, la maestra a scuola, la nonna a tavola. Frequentemente la frase viene accompagnata dall’indice accusatore e dalle nefaste conseguenze dell’assumere una postura poco composta: dolori al collo, dolori alla schiena, dolori alle spalle. Ma quanto possiamo affermare di essere certi della correlazione fra alcune posture e certi acciacchi, e i un rapporto causa effetto tra questi? In realtà non lo siamo per nulla.

Il razionale è chiaro: quando siamo in una posizione “neutra” le strutture articolari e legamentose sopportano meno stress meccanico, mentre quando ci accasciamo le stressiamo, e questo provocherebbe dei danni e del dolore. Meccanicamente ha un suo perché. Quando però si sono fatti degli studi per verificare queste teorie, si è visto che in realtà i conti non quadrano: abbiamo tanti dati che non confermano, anzi smentiscono una correlazione o un nesso causale fra postura e dolore.

Il fatto che il mondo del fitness e quello dell’ergonomia continuino a propugnare l’idea di una posizione perfetta, non è in realtà in linea con i dati che ci sono a disposizione. Proprio in un recente articolo scientifico sono stati raccolti in sette punti principali alcuni fatti riguardanti la postura e il suo presunto ruolo nel determinare dolore.

  1. Non esiste una singola postura corretta: nonostante comuni credenze, non ci sono prove che una postura corretta o che evitare determinate posture prevenga il mal di schiena.
  2. Differenze nella postura sono normali: ci sono variazioni normali nelle curvature della colonna, e nessuna curva specifica risulta associata a dolore. Non bisognerebbe quindi attribuire ad esse la causa di disturbi dolorosi.
  3. La postura riflette credenze e stati d’animo: capire il perchè di alcuni atteggiamenti posturali può essere utile per avere una miglior comprensione degli individui.
  4. Adottare posizioni più comode è sicuro: la comodità è soggettiva, e l’esplorare posizioni differenti, d quelle più comuni a quelle meno usate, può anche migliorare sintomi dolorosi.
  5. La colonna è solida, possiamo fare affidamento su di essa! È una struttura adattabile e resistente, capace di sopportare il carico in diverse posizioni.
  6. Stare seduti non è pericoloso: non sempre dobbiamo per forza evitare di stare seduti più di 30 minuti. Nonostante ciò, mantenere uno stile di vita fisicamente attivo è comunque un pilastro per la nostra salute, così come cambiare spesso posizione.
  7. Siamo tutti diversi: controlli della postura e del movimento non sono utili a fini preventivi sui luoghi di lavoro. Il modo di sollevare pesi varia molto a seconda dell’anatomia.

Tutto ciò vuol forse dire che in caso di dolore non ha senso valutare la postura?

Non proprio: il fatto che non possiamo identificare nella postura un colpevole del dolore non ci vieta di usarla come un mezzo per superarlo. In molti casi di mal di schiena acuti, ad esempio, sebbene non possiamo affermare che una certa posizione sia causa di un dolore, può certamente risultare più dolente rispetto ad altre posizioni. Piccole modifiche momentanee ed accorgimenti nel quotidiano possono essere utili per trovare sollievo dai sintomi. In casi di posture mantenute a lungo in situazioni di dolori persistenti, inoltre, costruire una routine di esercizi e movimenti che incoraggiano i movimenti opposti a quelli già preferiti crea l’occasione fare esercizio, che contribuisce positivamente a diminuire il dolore, e ad aumentare la varietà di movimenti e posizioni disponibili nella vita quotidiana.


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