Ernia del Disco

| alan |

Sospetti di avere un ernia o hai già una diagnosi?

Secondo gli studi statistici le problematiche legate al mal di schiena stanno aumentando tra le popolazioni occidentali, e i motivi sono molto facili da intuire: poco sport, vita sedentaria, stili di vita scorretti,  molto stress.

Se stai leggendo questo articolo probabilmente è perché o hai qualcuno vicino a te che ha sofferto di dolori alla schiena a causa di un’ernia del disco o hai già una diagnosi in questo senso.

In questo articolo parleremo delle dinamiche legate all’ernia del disco, partendo dalla definizione di ernia per poi capire quali sono i soggetti e i comportamenti più a rischio, che possono dunque favorire instaurarsi di un’ernia del disco.

Infine tratteremo dei rimedi, conservativi e invasivi, che si utilizzano al giorno d’oggi per porre rimedio a questa condizione.

Cenni di anatomia e fisiologia del complesso vertebrale

Per schiena si intende tutta la regione posteriore del tronco che superiormente è delimitata dal collo e dalle spalle, inferiormente dall’osso sacro e dal bacino e lateralmente dalla gabbia toracica.

Non trattandosi di un dizionario di anatomia, in questo paragrafo ti daremo alcune informazioni chiave relative alla schiena che sarà necessaria per comprendere ciò di cui parleremo dopo.

Il Sistema osteoarticolare

La colonna vertebrale è un compresso anatomo-fisiologico costituito di 33 vertebre:

  • 7 cervicali
  • 12 dorsali
  • 5 lombari
  • 5 sacrali
  • 4 coccigee

Quando nasciamo abbiamo una colonna vertebrale completamente dritta, poi successivamente crescendo, ognuno di questi segmenti vertebrali assume una propria curvatura: il tratto cervicale e il tratto lombare avrà una concavità posteriore mentre il tratto dorsale una concavità anteriore.

Queste curve sono fondamentali per sopportare al meglio il peso a cui la colonna è sottoposta, è stato studiato infatti che proprio grazie alle curve fisiologiche, lordosi e cifosi, riusciamo a resistere a un peso 10 volte superiore di quello che potrebbe reggere una colonna completamente dritta.

Per prevenire il mal di schiena è fondamentale che non vengano perse le curve fisiologiche!

Sistema muscolare

La colonna è costituita fondamentalmente di due gruppi muscolari:

  1. Muscoli stabilizzatori: come il muscolo multifido e i muscoli intertrasversali. Si tratta di muscoli piccoli, che non hanno una grande estensione poiché il loro compito è di mantenere stabili i rapporti articolari vertebrali durante i movimenti.
  2. Muscoli dinamici: come ad esempio il muscolo trapezio o il muscolo gran dorsale, che sono muscoli molto grandi e superficiali ed hanno il compito di far effettuare alla colonna ampi movimenti.

È ovvio che è necessario che il tono dei muscoli stabilizzatori sia sempre ottimo, affinché la struttura possa rimanere stabile durante il movimento.

A questo punto molti si chiedono: a cosa serve il disco intervertebrale nel tratto cervicale, dorsale e lombare?

Il disco intervertebrale ha il compito di stabilizzare il movimento tra le vertebre e ammortizzarne il carico.

Si chiama disco perché riprende la forma circolare del corpo vertebrale sopra il quale è posizionato, ed è costituito da due parte:

  • Nucleo polposo: è chiamato “nucleo” poiché si trova al centro del disco e ha una consistenza semiliquida;
  • Anulus fibroso: è un anello fibroso che si trova nella parte esterna del disco e serve a proteggere il disco e a contenerne il suo nucleo.

Cosa significa ernia del disco?

L’ernia del disco è una condizione in cui, a seguito di importanti sollecitazioni il nucleo polposo fuoriesce dall’anulus fibroso.

Occorre distinguere la protrusione discale dall’ernia del disco:

  • Protrusione discale: è una parziale fuoriuscita del disco dalla sua normale sede anatomica
  • Ernia del disco: è la fuoriuscita del nucleo polposo dall’anello fibroso

Tutte le ernie del disco causano dolore?

La risposta è no, quindi se hai eseguito una risonanza magnetica e hai scoperto di avere delle ernie del disco o delle protrusioni ma non hai dolore, non ti preoccupare, è normale .

L’ernia del disco produce dolore quando fuoriesce in prossimità della radice nervosa, e di conseguenza la comprime.

Una compressione di questo tipo può dare origine a vari sintomi tra i quali:

  • Dolore: il dolore può essere locale e nei casi più gravi si può irradiare. Nelle ernie delle vertebre lombari il dolore può raggiungere anche le dita del piede;
  • Formicolio: anche in questo caso il formicolio può irradiarsi lungo il territorio innervato dalla radice nervosa compressa;
  • Parestesia e perdita della forza: sono anche questi dei segni clinici della sofferenza nervosa, che compaiono nelle condizioni avanzate.
  • Questi sintomi possono essere causati anche da altre problematiche quindi è bene prima di allarmarsi o fare autodiagnosi di rivolgersi ad un esperto per una visita dettagliata.

Quali sono i segmenti lombari più soggetti a sviluppare ernia lombare?

I segmenti discali più soggetti a sviluppare ernia discale sono i primi e gli ultimi, ossia L1-L2 e L4-L5 e L5-S1.

Uno dei motivi principali rientra nella posizione anatomo fisiologica di queste vertebre che trovandosi a confinare con il tratto dorsale rigido e l’osso sacro (che è ancora più rigido), spesso si muovono più del dovuto, proprio per compensare al ridotto movimento dei distretti con cui confinano.

A questa condizione si associa anche una ridotta stabilità dal punto di vista muscolare lombare e una diminuzione della mobilità dorsale che facilità l’instaurarsi di tale condizione.

Quali sono i fattori di rischio per l’ernia lombare?

I fattori di rischio che concorrono allo sviluppo di un’ernia fiscale sono molteplici e in questa sezione andremo a spiegare i principale.

Come vedremo nella sezione successiva la fisioterapia non cura l’ernia ma la disfunzione di movimento e postura ad essa associata.

Un errato schema di movimento, postura e  abitudini scorrerete sono alla base delle problematiche dolorose della schiena e l’erica è solo una conseguenza.

Quindi la prima cosa da fare è avere una corretta igiene postulare e un buono stile di vita.

Adesso andiamo nello specifico della zona lombare.

La colonna lombare, come gli altri tratti della colonna vertebrale, ha una struttura a non rettilinea ma curva e questo gli permette di gestire meglio i carichi grazie anche alla struttura muscolare che la circonda. 

È stato visto come la perdita di una di queste curve durante il movimento aumenti i carichi a livello lombare. Se non stiamo gestendo carichi , quindi non stiamo trasportando nulla o sollevando nulla, questa perdita di curve può non avere alcuna influenza sul tratto lombare; ma se stiamo gestendo dei carichi avrà un’influenza e a lungo termine potrà portare ad una problematica lombare.

Quali sono i rimedi per l’ernia lombare?

La chirurgia per l’ernia lombare

La chirurgia per l’ernia lombare è utilizzata quando tutti gli altri rimedi hanno fallito.

Consiste nella rimozione chirurgica dell’ernia che comprime la radice nervosa.

Non sempre riesce a dare il risultato sperato, e lascia un tessuto di aderenze cicatriziali abbastanza importante, motivo per cui si effettua solo in casi gravi dove la compressione dell’ernia rischia di danneggiare pesantemente il nervo.

La fisioterapia per l’ernia lombare

La fisioterapia per l’ernia lombare è ad oggi lo strumento migliore per trattare questa condizione.

L’obbiettivo della fisioterapia è migliorare il movimento di tutta la colonna e per farlo ha diversi strumenti:

  • Posture antalgiche o di scarico si tratta di posizioni in cui si riduce la sintomatologia e posso essere utilizzate in fase acuta ma anche nelle fasi successive come posture di riposo;
  • Terapia Manuale per migliorare la fisiologia di movimento.
  • Mezzi fisici ad alta tecnologia come: laser ad alta potenza, tecarterapia.
La riabilitazione del mal di schiena si divide in 3 fasi:

Fase1: risoluzione della sintomatologia dolorosa mediante terapia manuale, mezzi fisici posture antalgiche e modificazione di alcune abitudini di movimento.

Fase2: risoluzione delle disfunzioni di movimento e ripristino di una corretta postura tramite terapia manuale esercizi specifici e piccoli accorgimenti

Fase 3: miglioramento della  funzionalità con un percorso di allenamento riabilitativo.

Tratto da FisioterapiaItalia.com


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