Il Mal di Schiena

| alan |

Il mal di schiena è la principale patologia ortopedica nel mondo. L’85%della popolazione ha sofferto o soffre di mal di schiena, il 5-10%della forza lavoro ogni anno è a casa dal lavoro a causa del mal di schiena, il 90% dei mal di schiena acuti si risolvono spontaneamente mentre il restante 10% è a rischio di sviluppare un mal di schiena cronico. Questi sono i numeri  che caratterizzano l’incidenza del mal di schiena sulla popolazione.

Il dolore alla schiena non ha una sola causa, i sintomi possono essere provocati dalle diverse strutture della colonna, vertebre, legamenti, muscoli e nervi ma anche dai visceri, dal sistema vascolare o da infiammazioni dovute a malattie sistemiche.

E’  importante fare una corretta valutazione clinica, in modo da non creare inutili allarmismi, nella maggior parte dei casi infatti il mal di schiena non è causato da patologie serie e può essere eliminato o tenuto sotto controllo attraverso la fisioterapia e il movimento.

Cause di Mal di Schiena e Fisioterapia

Il mal di schiena è generalmente multifattoriale cioè causato  da più fattori che si sommano. Il blocco vertebrale acuto trattabile attraverso una singola manipolazione e non ripresentarsi mai più è una evento raro.

Per fare un esempio sulla multifattorialità del mal di schiena prendiamo un paziente X che presenta alcuni fattori di rischio come la sedentarietà , il sovrappeso ed è un fumatore.

Nel contempo presenta alcune strutture sofferenti a livello vertebrale(presenza di protrusioni ) a tutto questo si aggiunge un quadro di alterazione della postura e degli schemi di movimento

Questo quadro abbastanza normale per gli addetti ai lavori non deve essere affrontato concentrandosi su uno solo degli aspetti del quadro clinico ma deve essere messo in atto un intervento globale.

Concentrandosi primariamente sul tessuto che provoca il sintomo per cui il paziente è giunto all’osservazione del fisioterapista e poi via via vanno affrontati gli altri elementi del quadro clinico. Si deve evitare di curare solo il sintomo e non perdere di vista la vera causa. Un’ ernia del disco è sicuramente il risultato di un quadro di funzionale alterato, come una automobile fuori convergenza. Se non si lavora sul riequilibrio funzionale e posturale l’intervento riabilitativo potrebbe non essere definitivo e quindi si potranno verificare dei nuovi episodi di mal di schiena e creare una cronicizzazione della patologia.

Cause primarie o secondarie che possono provocare mal di schiena che il fisioterapista può affrontare in prima battuta sono:

  • Ernia del disco  
  • Protrusioni
  • Trigger Point e disturbi mio-fasciali
  • Disfunzioni di movimento
  • Alterazioni Posturali
  • Artrosi
  • Spondilolistesi
  • Fratture della Lombare  
  • Sfera Emotiva/stress

Come già detto Il mal di schiena o Lombalgia è difficilmente causato da un solo problema e  molto spesso c’è una sovrapposizione di più aspetti che si sommano, è qui che il fisioterapista deve mettere a disposizione del paziente tutta la sua esperienza e preparazione clinica.

L’errore più comune è quello di attaccare l’etichetta al paziente: “soffri di mal di schiena perché hai l’ernia del disco”, le cause di mal di schiena sono molteplici e soprattutto sono molteplici gli aspetti correlati al mal di schiena come ad esempio lo stile di vita.

Il fisioterapista è un esperto dell’apparato neuro-muscolo-scheletrico  sia da un punto di vista anatomico che funzionale e non un meccanico delle ossa o un massaggiatore. 

Il fisioterapista ha molte mezzi per affrontare il mal di schiena come la terapia fisica, la terapia manuale ma sicuramente l’esercizio terapeutico è sicuramente il più efficace e con riscontri scientifici.

Altre patologie che provocano mal di schiena

Il mal di schiena può essere anche causato da patologie sistemiche o di organi interni che devono essere individuate per evitare perdite di tempo o trattamenti inutili.

  • Tumori
  • Infezioni
  • Coliche Renali
  • Malattie intestinali
  • Artrite
  • Aneurisma addominale

Valutazione del Mal di Schiena

Fisioterapista o Medico Specialista?

Il paziente affetto da mal schiena in prima battuta può effettuare la valutazione dal fisioterapista o dal medico specialista. Rx e Risonanza Magnetica secondo le linee guida e la letteratura scientifica sono inutili nella maggioranza dei casi. Non solo per un inutile aumento della spesa pubblica ma per la reale possibilità che il paziente si trovi in mano con un referto radiologico che metta in evidenza un’ alterazione anatomica che non è la vera causa dei sui mal di schiena. Infatti per chiarire meglio l’affermazione precedente è utile sapere che ad esempio la presenza di fenomeni artrosici, protrusioni o ernia del disco sono reperti normali per la popolazione di pazienti che ha superato i 40/50 anni di età.

Quindi è inutile fare esami diagnostici?

No, vanno eseguiti quando prescritti dal medico ma solo dopo un attenta valutazione clinica.

La valutazione funzionale in più parti:

– Intervista –

Il paziente viene accompagnato nella descrizione dei sintomi dal fisioterapista. Il paziente spiega qual’è il suo sintomo principale, da quanto tempo è presente, indica in quale o in quali zone sono presenti i sintomi e poi esprime la qualità dei sintomi. Se il sintomo è superficiale o profondo, se è una fitta o un formicolio, se è continuo o intermittente, come varia durante la giornata. Il fisioterapista raccoglie tutte le informazioni su un’apposita scheda di valutazione che lo aiuta nel ragionamento clinico. La descrizione dei sintomi insieme all’anamnesi orientano le domande di approfondimento del fisioterapista che dovrà decidere quali test effettuare nella fase successiva.

– Test –

I test funzionali per la valutazione del mal di schiena sono moltissimi e vanno  selezionati quelli più significativi in relazione ai dati raccolti nella fase di intervista. 

Alcuni Test saranno standard e altri più specifici per andare a comprendere meglio quali strutture sono coinvolte e quali movimenti sono provocativi e quali indifferenti e quelli invece che possono creare sollievo.

Più precisamente il fisioterapista chiede al paziente se ha mal di schiena prima di far effettuare il test ( utilizzando la scala VAS. dove il paziente assegna al suo dolore un valore da 1a 10). Poi il paziente svolge il movimento, durante il quale il fisioterapista monitora la variazione dei sintomi, osserva la qualità del movimento e le modalità.

In base alle informazioni ottenute si pianificherà la seduta e il programma di lavoro specifico.

– Re-test –

Esegire nuovamente alcuni test durante la seduta e alla fine è fondamentale per orientare al meglio la seduta e la programmazione del  lavoro.

Ricapitolando il fisioterapista dopo un breve ma specifico trattamento di terapia manuale svolge di nuovo i test, anche la “dimostrazione funzionale”, se il sintomo è variato sicuramente quel tipo di trattamento può influenzare positivamente il quadro clinico e ti procede con il trattamento, altrimenti si valutano altre possibilità fino ad arrivare alla soluzione. Quando il mal di schiena non segue i meccanismi “classici” del dolore, non cambia, si presenta in modo anomalo sia per qualità, intensità, area o per modalità di comparsa, il fisioterapista deve pensare che potrebbe essere non di sua pertinenza, cioè che quel mal di schiena possa essere causato da problemi organici non ti area non riabilitativa.

Tratto da www.fisioterapiaitalia.com


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